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Il tessuto connettivo è come una calza maglia che riveste il corpo ad ogni strato dei nostri organi.

Quindi, dobbiamo capire che, nel momento in cui questo connettivo esce dalla sua zona di comfort e viene stirato per un lungo tempo, oppure viene compresso o ancora viene modellato per un certo periodo, con un determinato peso, può subire delle variazioni.

Inoltre, il calore può influire positivamente sullo scorrimento di due strati di fascia e quindi può determinare una miglior elasticità muscolare .

Cosa succede quando il tessuto connettivo si infiamma?

L’infiammazione del tessuto, porterà quasi sempre, prima, un’ispessimento, oppure una frizione tra le fascie, ma successivamente, se il danno è stato importante, o comunque si è formata una cicatrice, o ancora, l’infiammazione è perpetua nel tempo, porterà ad una densificazione del tessuto, in maniera netta e percepibile anche manualmente, ma anche a delle calcificazioni.

Ovviamente, nei tessuti connettivali, prendiamo per esempio un tendine che è lo stesso tessuto delle ossa e quindi ha capacità di richiamare sali di calcio, possiamo avere delle calcificazioni dove ci sono delle tendiniti frequenti e dove il tendine è sfruttato in un certo modo in ambito lavorativo o sportivo.

Il tendine subisce una tensione importante, non riesce a stare dietro alla grossa tensione che subisce, giorno per giorno, richiama sali di calcio, indurisce quel punto e poi cominciano i dolori e altri tipi d’infiammazioni, magari muscolari, ma in quel caso il tendine si è protetto per riuscire a diventare più rigido e non rompersi o non creare una lesione.

In conclusione, il tessuto connettivo ha la capacità di essere modulato e di mantenersi elasticizzato, a meno che non ci siano delle vere e proprie lesioni. Per questo motivo, un massaggio decontratturante fasciale è una delle soluzioni per rimodulare il tessuto connettivale diventato rigido.

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