1. Cos’è la coppettazione?
La coppettazione è una pratica di medicina alternativa che consiste nell’applicare speciali vasetti sulla pelle per creare una suzione locale. L’obiettivo dichiarato di questa tecnica è promuovere il benessere e la salute generale della persona.
Si tratta di una pratica con radici molto antiche; testimonianze di una tecnica simile si trovano persino in uno dei più antichi testi di medicina conosciuti, il “Papiro di Ebers“, risalente all’antico Egitto del 1550 a.C.
Ma come agirebbe esattamente questa suzione sul corpo? Vediamo la spiegazione fornita da chi la pratica.
2. Come funziona? La spiegazione dei suoi sostenitori
Secondo i praticanti della coppettazione, la suzione applicata su una specifica area del corpo innesca una serie di tre eventi concatenati:
- Rilascio dei tessuti: Il primo effetto sarebbe quello di allentare e “liberare” i tessuti molli (come i muscoli) e i tessuti connettivi sottostanti.
- Aumento del flusso: Questo rilascio favorirebbe un maggiore afflusso di sangue e di linfa nella zona trattata, migliorando la circolazione locale.
- Eliminazione delle tossine: L’aumento della circolazione renderebbe più efficiente l’eliminazione delle sostanze di rifiuto e delle tossine da parte delle cellule del corpo.
In sintesi, l’idea chiave è che la suzione favorisca la circolazione, aiutando il corpo a “ripulirsi” dalle tossine e apportando di conseguenza un generale senso di benessere.
Questa tecnica non è unica, ma si presenta in diverse forme. Scopriamo le principali.
3. I Tipi Principali di Coppettazione
Esistono diverse varianti della coppettazione. Le tre più comuni sono la secca, la bagnata e la mobile, che si differenziano principalmente per la metodologia applicativa.
| Tipo | Descrizione e Caratteristiche Principali |
| Coppettazione secca | È la forma più semplice: i vasetti vengono applicati sulla pelle per creare una zona a bassa pressione tramite suzione. Non prevede alcuna incisione cutanea (per questo è definita “secca”). |
| Coppettazione bagnata | In questo caso, dopo una prima suzione, i vasetti vengono rimossi temporaneamente per praticare delle piccole incisioni sulla pelle. I vasetti vengono poi riapplicati, e la nuova suzione provoca una leggera fuoriuscita di sangue. Al termine, si applica un unguento antibiotico e un bendaggio protettivo per prevenire infezioni. |
| Coppettazione mobile | Questa tecnica prevede che la pelle venga prima lubrificata con una soluzione oleosa. I vasetti, una volta applicati, vengono poi fatti scivolare sulla zona da trattare, effettuando una sorta di massaggio in suzione. |
Viste le diverse modalità, per quali disturbi viene comunemente consigliata questa pratica?
4. Per quali disturbi viene proposta?
I sostenitori della coppettazione la raccomandano come coadiuvante per un’ampia gamma di disturbi e condizioni. Tra le indicazioni più comuni troviamo:
- Mal di testa ed emicrania
- Mal di schiena e sciatica
- Ansia e depressione
- Malattie reumatiche (es. fibromialgia e artrite reumatoide)
- Ipertensione
- Asma bronchiale
- Vene varicose
- Senso di stanchezza ricorrente
L’elenco dei potenziali benefici è ampio, ma la coppettazione è una pratica sicura per tutti?
5. Rischi, effetti collaterali e controindicazioni
È una pratica sicura?
Se eseguita da personale qualificato e certificato, la coppettazione è considerata una pratica a basso rischio. Tuttavia, possono verificarsi alcuni effetti collaterali, sebbene rari:
- Ematomi: i classici segni circolari violacei sulla pelle.
- Bruciature: un rischio legato quasi esclusivamente all’uso di fiamme per creare il vuoto, una tecnica oggi meno comune.
- Dolore: una sensazione di fastidio nell’area trattata.
- Infezioni cutanee: un rischio specifico della coppettazione bagnata, se non eseguita in condizioni igieniche adeguate.
Chi dovrebbe evitarla?
Esistono importanti controindicazioni che rendono questa pratica sconsigliata in specifiche condizioni di salute. La coppettazione va evitata in caso di:
- Insufficienza cardiaca o renale
- Ascite dovuta a cirrosi epatica
- Malattie emorragiche (es. emofilia)
- Dermatosi, ferite, fratture o bruciature solari nella zona da trattare
- Grave obesità o, al contrario, eccessiva magrezza


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