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Il metallo esprime la densità, la compattezza e la struttura. L’uomo ha bisogno di strutture nel suo corpo (strutture anatomiche), come anche nella sua esistenza. Nella vita le strutture garantite dal metallo costituiscono delle linee guida che danno stabilità all’uomo. Se però si rimane troppo ancorati ad esse, si rischia di perdere la propria mobilità e la capacità di evoluzione e sviluppo.

La natura del Metallo è quella di cambiare forma, di obbedire alla volontà del maestro forgiatore, in virtù della sua plasticità, durezza e malleabilità.

I minerali puri devono essere considerati un prodotto dell’attività umana, a differenza del fuoco, della terra, dell’acqua e del legno, che sono già presenti in natura nella loro forma pura. In tal senso il metallo rappresenta un’immagine della capacità dell’uomo di intervenire sulla realtà e sull’ambiente circostante e di creare strutture fisiche, culturali e di pensiero che gli rendono più ordinata la vita sulla terra e più facile l’orientamento in essa.

Il metallo caratterizza i prodotti di terra e aria e, analogamente, è ascrivibile a questa loggia la ricchezza di valori personali quali integrità, fermezza e capacità di giudizio.

Il Metallo è fermo e solido, ma al contempo malleabile, solo quando la temperatura si abbassa e le sostanze si condensano il metallo prende la sua forma; si parla quindi di tendenza a condensare e interiorizzare, il “qi” (l’energia) rientra dalla periferia del corpo ed i liquidi scendono in basso. Il Metallo genera l’Acqua.


Il tema centrale dell’elemento metallo è il rapporto con la vicinanza e con la distanza. Un metallo sano presuppone un contatto diretto con la vita, un coinvolgimento immediato con quello che ci accade intorno.

Allo stesso tempo esso assicura all’uomo proprio la capacità di astrarsi da questi coinvolgimenti, di riuscire a prendere le giuste distanze al suo interno e quindi anche a liberarsene, se necessario.

Un esempio a dimostrazione di questa funzione del metallo può essere il comportamento di una persona di fronte ad un evento triste, considerato oggi spesso come una disgrazia irreparabile.

Dopo la perdita di una persona cara si rimane all’inizio come inebetiti dalla tristezza, incapaci persino di immaginare qualsiasi futuro. Dopo qualche tempo, grazie all’energia dell’aspetto metallo, l’uomo è in grado di elaborare gradualmente il significato reale di questa perdita e riesce a riflettere e infine a prendere le distanze dal coinvolgimento eccessivo, in modo che il dolore non lo annienti ma serva anzi alla fine ad arricchirlo: la vita continua e dobbiamo comunque continuare a fare la nostra parte.

Tutte le elaborazioni teoriche (compresi i cinque elementi), la filosofia, le regole, le norme ecc. sono in tale accezione figli del metallo. Esse forniscono la possibilità di riflettere sulla vita e attraverso la riflessione ci consentono di comprendere meglio.

Allo stesso tempo possono offrire all’uomo rifugio dalla sua paura davanti alla vita (come davanti alla morte) e, in questa chiave di lettura, a volte possono anche essere impiegate (impropriamente) per ostacolare o impedire il flusso della vita.

FONTE: i 5 Elementi e i 12 Meridiani. Manuale per lo shiatsu.

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