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Se vogliamo debellare più facilmente i patogeni, dobbiamo avere cura del colon. E’ la parte del corpo in cui dimora la maggior parte del nostro sistema immunitario e, quindi, la sua salute è fondamentale per impedire ai virus di causare fastidi.


Il GALT come linea di difesa


L’intestino costituisce una sorta di linea di demarcazione tra il mondo esterno e quello interno, in quanto collegato ad entrambi. Dunque non colonizzato fin dal momento della nascita. Ma, per tener sotto controllo questo insieme sterminato di microrganismi, deve esistere una sorta di “dogana” in grado di distinguere tra quelli benefici e i patogeni. E, allo stesso tempo, deve esserci anche il modo di garantire un equilibrio tra le diverse popolazioni microbiche, che comunque sono in competizione tra loro per procacciarsi cibo e calore. Questa dogana prende il nome di GALT, sigla che sta per GUT ASSOCIATED LYMPHOID TISSUE, cioè tessuto linfoide associato all’intestino. Questo è composto dai linfonodi mesenterici, i linfociti intraepiteliali e le placche di Peyer, la vera e propria centrale operativa della risposta immunitaria.


Riconoscono i nemici


Le placche di Peyer si distribuiscono nella sottomucosa, dal piloro fino al tenue, e sono in grado di individuare le cellule nocive per impostare subito una strategia di difesa immunitaria. L’intestino però va anche aiutato in questa funzione e, per migliorare la sua capacità di risposta immunitaria, è possibile assumere proibitivi che hanno dimostrato di poter svolgere questo compito. E’ oggi noto che il Lactobacillus plantare, il Lactobacillus rhamnosus e il Bifidobacterium, siano in grado di contrastare le sindromi influenziali non solo a carico dell’intestino, ma anche quelle che colpiscono le vie respiratorie. Le terapie di prevenzione possono essere portate avanti per 12/15 giorni e, dopo un periodo di sospensione di un mese, il ciclo può essere ripetuto. Ciò consente di migliorare la risposta anticorpale alle aggressioni virali di ogni tipo.


Quando assumere i pronipoti?


L’ideale è prenderli circa mezz’ora prima dei pasti, in modo che abbiano una minore interazione con gli acidi dello stomaco (che son secreti in maggior quantità quando mangiamo, per avviare il processo digestivo) e quindi possono giungere nelle anse intestinali in quantità maggiori. Le terapie sono poi indispensabili quando si è dovuto assumere un antibiotico, il quale oltre ad avere debellato i patogeni, ha sicuramente squilibrato la composizione della flora. Questo è uno dei motivi che rendono più vulnerabili a reinfezioni virali coloro che sono usciti da poco da terapie a base di antibiotici.


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